Le ultime 4 parti del Deutoronomio che abbiamo studiato (Dt 8-11) mostrano che l'uomo deve ricordare l'Allenaza, riconoscere i doni ricevuti e scegliere la fedeltà, mentre in Galati 3,7-14 Paolo affronta la maledizione della Legge e afferma che Cristo ci riscatta da essa, affinché la benedizione promessa ad Abramo raggiunga tutti i popoli attraverso la fede; il Salmo 111 (110) celebra Dio che si ricorda eternamente della sua Alleanza, proprio come l 'Arca dell'Alleanza rappresentava la presenza e la fedeltà di Dio in mezzo a Israele: non è l'Arca stessa a salvare, ma il Dio che ha stabilito il patto. In Luca 11,15-26, Gesù respinge l'accusa di scacciare i demoni per mezzo di Beelzebù e insegna che il male non si vince con il male, ma con la forza del Regno di Dio; l'immagine dello spirito impuro che ritorna in una casa vuota può essere collegata, per analogia, agli ammoniementi del Deuteronomio contro l'idolatria e l'abbandono di dio, soprattuto in Dt 4, dove Israele è chiamato a non dimenticare l'Alleanza. Filosoficamente, questi testi insegnano che non basta essere liberati dal male o ricevere una promessa: bisogna custodire il bene, rimanere fedeli all'Alleanza e lasciare che la fede trasformi concretamente la propria vita.